Solidarietà. La “Rosa Bianca” contro l’autismo

NAPOLI – “Accendiamo una luce blu nel cuore”, è questo lo slogan dell’iniziativa a favore della sensibilizzazione sull’autismo, promossa dall’associazione culturale “Rosa Bianca”. Il progetto culminerà lunedì 19 febbraio in uno spettacolo allestito presso il teatro “Il Piccolo” di Napoli, a Piazzale Tecchio, dalla Compagnia Teatrale “Napoli Recita”.
I disturbi dello spettro autistico colpiscono il neurosviluppo dal punto di vista del linguaggio, dell’interazione sociale e degli interessi. Le ripercussioni di natura sociale e comunicativa fanno dell’autismo un disturbo molto dibattuto: uno dei temi particolarmente centrali è quello dell’inclusione e del raggiungimento delle pari opportunità per i bambini colpiti, quindi del ruolo delle agenzie di socializzazione secondaria, quali le scuole, i centri ricreativi, i progetti extrascolastici e così via. E’ proprio attraverso questi contesti infatti che i bambini si confrontano per la prima volta con circuiti sociali nuovi, differenti dalla famiglia: durante queste occasioni si gettano le basi per la scoperta dei ruoli, attraverso il confronto e la collaborazione.

L’associazione “Rosa Bianca” con il progetto “Accendiamo una luce blu nel cuore” punta alla consapevolezza, alla conoscenza dell’autismo, per sensibilizzare la società a una maggiore comprensione di questo disturbo e delle difficoltà che comporta. L’iniziativa intende anche suggerire una maggiore propensione all’inclusione e alla solidarietà, rivolte ai bambini colpiti dall’autismo e alle famiglie, considerate il contesto più influente nel loro sviluppo affettivo e cognitivo. Per dar voce a questo disturbo, “Rosa Bianca” ha scelto uno spettacolo teatrale, un’occasione per sorridere e riflettere. Ad allestirlo sarà dunque la Compagnia Teatrale “Napoli Recita” di Salvatore Barruffo, che presenterà lo spettacolo dal titolo “La crisi ci fa un baffo”, rinnovando la sua collaborazione con “Rosa Bianca” nei progetti di sensibilizzazione e solidarietà.

Al riguardo abbiamo rivolto le nostre domande a Tina Bianco, presidente dell’associazione “Rosa Bianca”.

Quando è nata “Rosa Bianca”?

«Ero a conoscenza di un movimento nato nel 1942 che si chiamava “La Rosa Bianca”. Un movimento di dodici studenti ispirati da una ragazza, Sophia Scholl, che si oppose ai crimini del nazismo, soprattutto agli stupri sulle donne. Il nome si ispira a questa esperienza».

Di cosa vi occupate?

«Come associazione abbiamo già cinque anni di attività sul territorio nazionale e ci occupiamo in particolare di difesa dei diritti umani, minori a rischio e famiglie. Lottiamo contro la violenza su uomini, donne e bambini. Abbiamo a cuore anche la cultura naturalmente, perché sappiamo che la violenza spesso degenera in contesti dove c’è poca informazione. Spesso siamo invitati a eventi che riguardano temi come la violenza, in questo periodo sulle pagine di tutti i giornali a causa del fenomeno delle baby gang. Partecipiamo a convegni intorno ai temi della famiglia, dei minori, durante i quali intervengono anche figure di avvocati e magistrati. Collaboriamo con l’Associazione Nazionale Carabinieri. Oltre a questo sensibilizziamo la collettività anche attraverso degli spettacoli teatrali, come quello del prossimo 19 febbraio, nato da un’idea della nostra associazione in collaborazione con la compagnia teatrale di Salvatore Barruffo. Sono anni che ormai proponiamo questa iniziativa, che quest’anno avrà come tema quello dell’autismo, con la frase “Accendiamo una luce blu nel cuore”. L’anno scorso in occasione di una manifestazione in piazza uno sponsor ci ha regalato delle magliettine con appunto una luce blu e questa frase».

Che obiettivo ha questo progetto?

«Il principale obiettivo è quello di informare, di spingere a una corretta informazione e alla ricerca. Questo scopo è anche al centro della conferenza “Autismo. Prospettive passate e future” che avrà luogo ad Avellino venerdì 16 febbraio, con l’intervento della Dott.ssa e docente Elvira Lenzi. La nostra esperienza si avvale di diverse collaborazioni, tra cui quella con la professoressa Loredana Morra, vicepreside presso un’istituto scolastico di Marano. Lì loro sono a contatto con bambini autistici e hanno delle figure chiamate non solo a osservarne i comportamenti, ma anche ad aiutare. Abbiamo riscontrato in questo modo che il movimento del ballo, fatto di passi che si ripetono, e insieme a questo altre attività ludiche, stimolano l’attenzione di questi bambini».

Organizzerete raccolta fondi?

«L’evento è solo di sensibilizzazione, al momento non abbiamo ancora intrapreso un’iniziativa di raccolta fondi. Sicuramente possiamo farla per supportare la ricerca, magari nel futuro ci organizzeremo in questo senso. Sarebbe utile, in verità, anche per aiutare i genitori. L’autismo infatti non è ancora classificato come malattia, quindi non può avvalersi di alcune forme di assistenza necessarie alle famiglie. A volte queste hanno anche disagi economici, aggravati dalla ricerca di cure mediche e di attività sociali per i bambini. Per venire incontro a queste difficoltà l’associazione “Rosa Bianca” proporrà anche una raccolta fondi».

Com’è stata la partecipazione all’iniziativa?

«Abbiamo riscontrato molta sensibilità. Ultimamente questo disturbo è più diffuso: l’autismo è come un muro che si innalza tra genitore e bambino, quindi è una cosa che cattura l’attenzione non solo di chi la vive, ma anche di chi osserva. Per questo c’è molta partecipazione».

Noemi Orabona

Laureata in lettere moderne, classe '91. Cresciuta tra i vicoli dei quartieri spagnoli, ama viaggiare, leggere e seguire le sue serie tv preferite. In cerca di storie e personaggi da raccontare, sogna di pubblicare il suo primo romanzo.

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