Turismo. Con Baia Experience il viaggio virtuale nelle terme sommerse

BACOLI – Si chiama “Baia Experience, il  viaggio virtuale nelle Terme sommerse di Baia”. Un tuffo virtuale a 5 metri di profondità per ammirare le Terme di punta dell’Epitaffio a Baia. Un viaggio nel passato che lascia tutti a bocca aperta. E’ un progetto che ha consentito di ricostruire in 3D e a 360 gradi il complesso delle Terme di Punta Epitaffio nell’area marina protetta. Questa è l’intervista a Lello di Francia, la persona che ha voluto fortemente questa iniziativa.

Da due settimane è partito ufficialmente il progetto, cosa ci racconta al riguardo?

«Per noi è una grande emozione, dopo molti anni di lavoro passati quasi in silenzio, poter vedere finalmente i volti entusiasti di quanti ci vengono a trovare. Siamo davvero molto felici e soddisfatti per come sta andando e speriamo di fare ancora meglio nelle prossime settimane.»

Può fare un identikit del visitatore virtuale di Baia?

«I nostri visitatori sono davvero eterogenei, per età, background e provenienza. Mi ha colpito molto una signora che ha descritto il tour virtuale come una poesia. E’ stato davvero bello leggere attraverso queste parole che il nostro intento di riuscire a trasferire la bellezza è riuscito!»

Come è nata questa idea?

«L’idea è nata qualche anno fa quando ho conosciuto Nicolai Lombardo, archeologo molto attivo negli anni ’80 e pioniere di quella fase di esplorazione subacquea di Baia e della costa flegrea, i cui studi proseguiti poi negli anni successivi hanno portato anche alla nascita dell’Area Marina Protetta di Baia. Nicolai aveva realizzato un modello tridimensionale delle sue scoperte e abbiamo quindi lavorato insieme per poterlo far diventare quello che vedete oggi, un prodotto di realtà virtuale fruibile attraverso un visore in maniera completamente immersiva e naturale per il visitatore.»

Pensa che questo modo di visitare luoghi e scenari del passato possa attirare e avvicinare il turismo di qualità a Bacoli?

«Questa è una terra ricchissima di storia, come poche altre nel mondo. Questo strumento è solo un veicolo innovativo per arrivare a incuriosire un pubblico sempre più ampio di persone che, grazie all’archeologia, può trasformarsi quindi in turismo di qualità per tutti i Campi Flegrei.»

Antonio Perreca

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