La NATO trascinerà l’Europa in guerra? Intervista esclusiva a Paolo Barnard

BOLOGNA – Apatia dei servizi segreti nell’avallo delle giuste misure di prevenzione contro il terrorismo? Noncuranza dei governi di sinistra dell’Alleanza Atlantica per il rispetto dei protocolli di emergenza internazionali? Cosa c’è dietro l’abbattimento del jet russo da parte della Turchia e la svolta nazionalista dell’elettorato francese? Queste sono tutte domande che, punti salienti dell’attuale scenario internazionale, per chiarire quali saranno le conseguenze delle contraddittorie e temporeggianti politiche adottate dai Governi europei abbiamo rivolto al giornalista Paolo Barnard, studioso di relazioni internazionali e analista geopolitico, che a lungo ha trattato temi quali la strategia del caos, della tensione e della destabilizzazione nei contesti europei e mediorientali.

Francia. Marine Le Pen, acerrima nemica del governo Hollande e delle classi dirigenti natocentriche, ha dichiarato di voler puntare alla conquista dell’Eliseo. Dati gli ultimi clamorosi successi, e poi la sconfitta elettorale dovuta alle ‘strane’ alleanze, quali saranno le maggiori avversità a cui la leader del Front National andrà incontro?

«Che è scema. Prima cosa non ha la più pallida idea di come gestire il potere colossale dei Mercati e della Finanza, da cui il suo Paese dipende al 100%, anche se abbandonasse l’Eurozona. Infatti l’abbandono della moneta unica, se non accompagnato da una complessa e specifica scienza economica, lascia la nazione nelle stesse condizioni di prima, anzi peggio, e la Francia andrebbe in rovina. La seconda cosa che la Le Pen ignora è che milioni di consumatori consumisti incalliti e imbrigliati all’80% nella micro finanza non voteranno mai all’Eliseo un drappello di sbandati esagitati populisti ignoranti come il FN. La storia politica del dopoguerra ci insegna che dagli USA al Nicaragua, all’India, alla Danimarca, alla Gran Bretagna e altri ancora, quando le masse di classe piccolo media, cioè le maggioranze, si trovano impaurite e sperdute, si rifugiano sempre nel conservatorismo di mezzo, mai agli estremi. Non bastano 4 barbe islamiche e dei morti per muovere decine di milioni di voti su questa donna da operetta.»

L’abbattimento del caccia russo SU-24 da parte della Turchia. Le truppe di fanteria turche, equipaggiate con armamenti pesanti, in Iraq. Cosa spinge la Turchia nella provocazione: aspirazioni di conquiste territoriali o condizionamenti geopolitici?

«Impossibile da sapere. L’intera area è immersa in uno dei più clamorosi casi di Politica del Caos della Storia. Fare ipotesi campate in aria come amano fare i ‘commentatori’ a la mode, è da imbecilli. Le verità dietro ai maggiori eventi di geopolitica del passato sono state rivelate, se mai, decenni dopo e solo dopo l’apertura di archivi segreti. Posso pensare a una sessantina di ragioni differenti per le mosse turche russe e USA/Israele nella zona. Da dove cominciamo? Dal fatto che in fondo l’ISIS fa comodo alla Turchia che teme a morte l’unificazione dell’identità kurda in Turchia, Iran, Iraq e Siria? O dal fatto che facendo la voce del guerriero in Siria, Putin vuole mandare un messaggio a Washington dicendo: “Hey Yankees, fermate l’espansione della NATO alle porte della Russia, perché se no è guerra e come vedete ne siamo capaci”?»

Infrazioni commesse dal Governo Renzi durante l’emergenza immigrati. Fonti governative francesi, all’indomani delle sparatorie avvenute al Bataclan, hanno dichiarato che alcuni terroristi erano giunti in Francia dall’Italia. Al riguardo è in corso una strategia della tensione ‘made in NATO’? Cosa aspettarsi ancora?

«Nel mondo dei sogni: di fermare l’espansione genocida d’Israele in Palestina. Prendere a calci nel sedere i Sauditi che finanziano l’Isis, sottrargli la montagna di armi che gli vendono e permettere quindi al popolo saudita di fare a pezzi questi Reali putridi e assassini, sottraendogli il monopolio del petrolio usato per destabilizzare l’economia di mezzo mondo. Un ‘Piano Marshall’ USA/UE per veramente permettere sviluppo e benessere, con le loro risorse ed entro i loro interessi nazionali, ai Paesi arabi, islamici, e in generale Emergenti. Piantarla di finanziare rivoluzioni democratiche fasulle che non sono altro che l’apertura di corsie preferenziali nel mondo per Wall Street e per i  Mercati, a discapito poi della gente, si veda la recente storia dell’Europa dell’est. Parto sempre dall’assunto che nessun figlio di un ristoratore o di un avvocato di Lugano si è mai sognato di militare in Al Qaeda o ISIS. Stanno a casa loro a fare la bella vita. Ma se uno cresce nell’abominio delle periferie del Cairo o di quelle parigine…»

Dunque cosa potrebbero fare nazioni europee come la Francia, la Germania e l’Italia per svincolarsi dalla ‘morsa’ della NATO per riottenere pace e stabilità?

«Nulla. Manco se lo sognano di farlo.»

Chris Barlati

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