Strampalata Rete. La satira de ”Il Coriere”

 

ROMA – Il Coriere.net è un sito di ‘informazione’ davvero particolare. Copia snaturata e satirica del ben noto Corriere della Sera,  si distingue dallo storico quotidiano per la tipologia di notizie trattate: notizie troll, fatti di cronaca inventati, raccontati con rigore giornalistico e diffuse per puro divertimento dagli amministratoti di pagine satiriche e dal popolo del social network Facebook. I titoli più divertenti, che spesso hanno ingannato i lettori più ingenui, sono: ”Banderas arrestato per maltrattamento di gallina”; ”Vendola: picchiare gli etero è libertà di espressione”; “Veronesi: mangiare al Mc Donald’s fa bene alla salute”. Ma per comprendere l’origine di questo nuovo fenomeno della rete abbiamo contattato il fondatore del “Coriere”, che ha chiesto di restare anonimo, e gli abbiamo rivolto qualche domanda.

Cosa l’ha spinta ad aprire un ‘giornale’ come ”Il Coriere”?

«Ho deciso di aprire il Coriere a Maggio, un po’ per gioco e un po’ perché volevo trovare il modo di sfogare lo schifo che mi vedevo intorno. Un giorno dissi tra me e me: scherzando possiamo dire la verità. Lo ammetto, volevo anche fare un po’ di concorrenza a “Lercio”, ma quando ho iniziato a vedere che la trovata piaceva ho capito quali erano le potenzialità del “Coriere” e ho pensato di trasformarlo pian piano non solo in un surrogato di “Lercio”, il noto sito di satira, ma in un qualcosa che fosse tipo una “Striscia la Notizia” online. Effettivamente è una figura che manca nel panorama web italiano: fare informazione e al tempo stesso far ridere. Questa è stata la mia idea. Ci tengo a precisare che, sebbene nel sito ci sia scritto che “è un sito che scrive minchiate”, per paradosso del mentitore la stessa frase potrebbe essere di per sé una ”minchiata”. Che lo sia o no lascio lo lascio dedurre al lettore.»

Molte sue notizie sono state scambiate per veri fatti di cronaca. A cosa attribuisce questa confusione?

«Semplice. L’Italia purtroppo è un paese così assurdo che la mia tipologia di notizie, le notizie troll, spesso si confondono con quelle reali. In più, molto spesso i “mi piace”, le foto e il gioco di parole “Coriere”, inducono istintivamente, e per abitudine, a considerare il “Coriere” come il vero “Corriere”. Inoltre c’è da dire che molto spesso la gente condivide articoli senza leggere i contenuti, e ciò aiuta molto noi amministratori di pagine, i siti troll e quelli di satira come il mio.
E’ anche capitato che in molti leggessero un mio articolo senza comprenderne l’ironia. E’ un fenomeno chiamato “analfabetismo funzionale”: l’individuo è capace di leggere e scrivere, ma non è capace di interpretare il testo. Molti lettori hanno creduto a notizie assurde. Un esempio? La notizia del controllo medico obbligatorio per chi avesse un serpente tatuato sul proprio pene. La cosa mi ha lasciato perplesso. Che in Italia non esistessero persone intelligenti era assodato. Ma così cretini, non lo credevo affatto.»

Quale notizia ha fatto più scalpore?

«Di certo quella dei tatuaggi in spiaggia vietati in più di 100 comuni italiani. In due giorni ha avuto la bellezza di più di 14.000 condivisioni. L’articolo, in breve, diceva che chi avesse deciso di entrare in spiaggia mostrando i propri tatuaggi sarebbe stato multato, e che il tutto era partito dal sindaco di Chioggia, nel Veneto. Mi stupii non tanto del fatto che il tema era caro all’italiano medio, ormai farsi i tatuaggi è come dire di appartenere a una tribù, ma di tutta quella rabbia infondata, per giunta nei confronti di una legge di difficile applicazione (Tale legge è invece applicata davvero in Giappone, in spiaggia e alle terme – ndr). E’ come se involontariamente avessi colpito il loro tallone d’Achille. Ancora oggi a distanza di mesi mi chiedo cosa abbia provocato tanti share e tanta rabbia nel pubblico di Facebook, tanto che ricevetti pure i complimenti per essermela giocata bene con una bufala abbastanza palese.»

Cosa pensa della stampa italiana?

«Molti si lamentano di siti come il “Coriere” o il “Giomale” perché spacciano per vere palesi bufale, nonostante dichiarino apertamente di essere siti di satira. E la stampa vera invece cosa fa? Non venitemi a dire che non ha mai preso notizie false o modificate. Di esempi se ne possono fare a bizzeffe. Mi viene in mente la storia dell’influenza aviaria di qualche anno fa. Pareva quasi che ci fossero i pollai pieni di animali morti. Onestamente non mi stupisco delle notizie pompate, ma del fatto che la gente creda in modo così passivo alle notizie, senza indagare a fondo.»

Chris Barlati

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