Emergency apre un ambulatorio nel quartiere Ponticelli a Napoli

 

NAPOLI- Nel quartiere Ponticelli, ha aperto, martedì 1 settembre, un ambulatorio di Emergency, ospitato nei locali messi a disposizione del comune di Napoli. L’allestimento degli ambulatori è stato finanziato con i fondi ricavati dagli sms della campagna “La salute è un diritto di tutti” e con il contributo della Tavola Valdese.

La nuova struttura di Emergency offre assistenza sanitaria gratuita ai migranti e alla popolazione in stato di bisogno. Ci sono cinque ambulatori, per ora sono attivi medicina di base e pediatria, mentre in itinere, raccogliendo i bisogni della popolazione saranno attivati altri ambulatori. Ad accoglierci nel presidio sono i mediatori culturali Lubna, Tatiana e Andrea,con la loro decennale esperienza con le ONG e che non nascondono il loro entusiasmo e le loro attese per questa nuova iniziativa intrapresa a Napoli mettendo in opera la loro predisposizione ad essere un ponte tra persone che hanno difficoltà ad orientarsi nei servizi sul territorio, come i migranti, ed i napoletani bisognosi sfiduciati verso le istituzioni. “Sono emozionata e curiosa di vedere come evolverà il tutto, di come sarà la risposta dei cittadini e di essere utile alla popolazione. Sono molto ottimista”, ci dice Lubna. Anche Fabio, addetto alla logistica e volontario per Emergency è entusiasta nell’offrire il suo aiuto sul territorio, ci conferma che l’iniziativa fa parte del “Programma Italia” dell’Associazione e dopo l’esperienza positiva di Castelvolturno, si è pensato di offrire il loro ausilio alla periferia napoletana. Per approfondire informazioni sul progetto abbiamo intervistato Michele Iacoviello, coordinatore del Centro Emergency di Ponticelli.
Quali sono i motivi che hanno spinto Emergency a aprire un centro a Napoli?
«Nel 2010 abbiamo aperto un ambulatorio a Marghera e, visto l’alto numero di pazienti che afferiscono e considerati i dati ISTAT attestanti circa nove milioni di poveri con difficoltà di accesso al SSN, è chiaro che abbiamo puntato il nostro intervento non soltanto sul migrante ma anche sull’indigente di qualsiasi provenienza. Chiaramente, Napoli é una grande città e ha delle periferie e queste sono degli indicatori importanti dello stato di disagio nazionale. Spesso mancano i servizi o si ha difficoltà a raggiungerli.»
Avere una ambulatorio Emergency che interviene sulle carenze del SSN e della Sanità Campana, è una vittoria o una sconfitta?
«Secondo me né l’una né l’altra, è un rendersi conto che insieme si possono colmare le lacune e, chiaramente, il nostro intervento è teso a stimolare e fotografare le problematiche del Sistema Sanitario e fungere da stimolo per migliorarne la risposta. Questo mette in luce anche come si riescono a curare le persone con budget ridotti, senza grandi investimenti. Ipotizziamo che una buona percentuale di persone può essere curata con la medicina di base»
Quali sono i vostri obiettivi?L’ambulatorio è una struttura permanente?
«La nostra speranza è sempre quella di chiuderei i Centri dopo un lasso di tempo, perché chiuderli vuol dire che hai risolto l’emergenza, vuol dire che hai seminato qualcosa e c’è stato un incremento dei servizi da parte del SSN. L’ambulatorio Emergency di Ponticelli, sarà un presidio fisso, ma la caratteristica di Emergency è la flessibilità, l’ambulatorio magari tra cinque anni diventerà uno sportello di orientamento senza medico e magari, solo con infermiere e mediatore culturale. Sondiamo le esigenze del territorio e i bisogni della popolazione locale e in itinere, modifichiamo il nostro percorso».
Abbiamo soddisfatto le esigenze di chi dice “Prima gli italiani”?
«Prima la salute! Prima chi ha bisogno. La salute è un diritto sancito dalla Costituzione Italiana, è un diritto inalienabile di ogni individuo».

Leave a comment