Ambiente. Anche quest’anno l’Earth Overshoot Day sarà in anticipo

OAKLAND – Secondo i dati della Global Footprint Network (GFN), organizzazione internazionale di ricerca, mercoledì 1 agosto 2018 si esauriranno le risorse naturali che l’umanità ha a disposizione per l’anno 2018: frutta e verdura, carne e pesce, acqua, legna, cotone e altro ancora. E’ stato definito l’Earth Overshoot Day (La data ricorre ogni anno, ma sempre prima a causa dell’incontrollato aumento dei consumi mondiali, nel 2017 era il 2 agosto – ndr), cioè la giornata in cui l’uomo inizia a sovrasfruttare il pianeta che lo ospita, aggravando un debito con la natura che si riflette anche sul cambiamento climatico. Dal 2 agosto, fino al 31 dicembre 2018, l’uomo consumerà più di quello che i sistemi naturali sono in grado di rigenerare, e si emetterà più co2 di quanta gli oceani e le foreste ne possano assorbire.  Secondo il GFN, per soddisfare la domanda dell’uomo sulle risorse naturali occorrerebbero 1,7 Terre.

Il genere umano ha iniziato a essere in debito negli anni ’70, ma nel mondo non tutti attingono alle risorse disponibili nella stessa misura e spesso si sfruttano le ricchezze altrui. Se infatti l’intera popolazione globale vivesse come gli statunitensi, servirebbero 5 Terre per soddisfarne i bisogni; 4,1 Terre se tutti avessero lo stile di vita degli australiani; 3,5 dei sudcoreani; 3,3 dei russi; 3 dei tedeschi e così via. L’Italia, nella classifica dei più voraci di natura, è decima: se tutti vivessero come noi servirebbero 2,6 Pianeti per alimentarsi. Il dato è preoccupante perché la situazione non è sotto controllo ed è insostenibile: non esiste un limite alla crescita dell’economia, della produzione, dei consumi e della popolazione, mentre la Terra è una risorsa finita, che non può essere aumentata. La soluzione dunque è porre dei limiti, per far sì che la data dell’Earth Overshoot Day si sposti sempre più avanti, fino a raggiungere il 31 dicembre di ogni anno.

Al riguardo, secondo il GFN, i campi d’azione sono quattro: città, energia, cibo e popolazione. Se dimezzassimo il tempo passato al volante e sostituissimo un terzo degli spostamenti in auto con i mezzi pubblici, guadagneremmo ben 12 giorni; decarbonizzare l’economia, tagliando metà delle emissioni del settore energetico, regalerebbe alla Terra ben 93 giorni; mentre dimezzare lo spreco di cibo e adottare una dieta più sostenibile, darebbe altri 38 giorni. Ultimo punto è il controllo della crescita demografica: occorre far rallentare l’aumento della popolazione mondiale, che dal 1970 ad oggi è raddoppiata.

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