Lunedì via il colonnello Minicucci

NAPOLI – Ha rischiato il colonnello Marco Minicucci togliendosi il cappello dell’Arma su richiesta dei manifestanti, amici e parenti di Davide Bifolco, giovane ucciso da un carabiniere al termine di un inseguimento. Invece, dopo tre anni di permanenza a Napoli, lunedì il colonnello Minicucci lascerà il vertice del Comando Provinciale dei Carabinieri per assumere un ulteriore incarico di prestigio presso il Comando Generale dell’Arma.

Hanno richiamato in Sede anticipatamente il colonnello per incompatibilità ambientale? Anche se l’avvicendamento era programmato da tempo, non può non destare sospetti la tempistica: il mandato sarebbe dovuto scadere a fine ottobre, si insediò infatti il 21.10.2011 al posto del colonnello Mario Cinque, che la procedura abbia ricevuto una ‘spinta’ dall’alto dopo il gesto di Minicucci di togliere il cappello da ufficiale dell’Arma? In ogni caso l’ufficiale oggi ha salutato la stampa: “Ho vissuto in questa città tre anni molto intensi. (…) Ho amato Napoli molto più degli stessi napoletani.”.

Ha destato scalpore il gesto dell’ufficiale dei carabinieri di togliersi il cappello, al riguardo ricordiamo che il berretto nero dorato degli ufficiali dell’Arma non è un cappello qualunque, è un simbolo dello Stato che non può rappresentare per nessun motivo un’offesa, dunque andava tenuto in testa. Intanto è notizia di oggi che la procura di Napoli ha disposto l’esame del DNA sullo scooter sul quale viaggiava Davide Bifolco, il 16enne ucciso a Napoli da un carabiniere la notte del 4 settembre scorso. Sembra che la procura voglia accertare se sul mezzo ci siano tracce e impronte digitali riconducibili a Arturo Equabile, il latitante, perché evaso dai domiciliari dove si trovava in attesa di essere giudicato per furto, arrestato due giorni fa davanti un bar di Casoria. Ma perché un giovane disarmato, eventualmente un ladro e non un omicida pericoloso, debba essere inseguito dai carabinieri con armi in pugno e colpo in canna resta un mistero. Certo è che l’Arma dovrebbe provvedere immediatamente al cambio dei fornitori di calzature e armamenti ufficiali: a detta degli sfortunati protagonisti, in ogni incidente simile ci sono carabinieri che inciampano con armi che sparano a casaccio, ma che vanno purtroppo a segno.

Comments

  1. Un gesto di grande responsabilità quello dell’allora Colonnello Minicucci, inteso a tutelare l’Arma che opera in quel territorio dove l’equilibrio dell’ordine pubblico è legato ad un filo sottilissimo e contestualmente ha onorato una giovane vita spezzata…….per chi conosce il territorio non può che riconoscere la grandezza del gesto dell’Alto Ufficiale.

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