Arte. Mostra al PAN: “Sotto Sopra” di Omar Hassan

NAPOLI – “Sotto Sopra” è il titolo della mostra di Omar Hassan, curata da Maria Savarese che si inaugura il 22 febbraio presso il Palazzo delle Arti Napoli, è la sua prima mostra in assoluto a Napoli. Il tempo per Omar Hassan è un oggetto di ricerca, un’unità di misura e un’ossessione artistica.

Promossa dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, realizzata in collaborazione con la Fondazione Alberto Peruzzo, la Prometeo Gallery e la Fondazione Cavaliere del Lavoro Alberto Giacomini, con il coordinamento tecnico organizzativo di Editori Paparo, l’esposizione sarà aperta al pubblico dal 23 febbraio al 28 marzo e conterrà tutte le opere inedite e realizzate ad hoc per il PAN e la città di Napoli.

Omar, svelando l’anima vera del concetto, ha cercato di giungere a una politica dell’interieur evidenziando l’aspetto più intimo del lavoro. Lo ha fatto lavorando sul Bianco e il Nero, protagonisti in questo tentativo di evidenziare gesti pittorici di sintesi, così che il colore diventi un ponte fondamentale dell’espressione dell’artista. Sotto Sopra incentra l’attenzione sull’importanza del singolo nella nostra società (tappini, sculture) e sulla giusta attenzione che dovremmo porre al luogo in cui viviamo e in cui vivranno i nostri figli. Uno sguardo critico e amorevole come quello che le opere cercano di offrire. Critico perché in relazione e in gioco con l’energia della città e amorevole per esaltarne la forza.

In Omar Hassan l’Arte emerge come bisogno e come rinascita, come espressione di stati d’animo, esplosione di energia, sintesi progettuale.

La curatrice Maria Savarese nelle note di accompagnamento alla mostra, dalle opere di Omar Hassan afferma che si coglie il movimento dell’artista mentre dipinge, si intuiscono i colori che ha utilizzato per primi e la forza che ha impresso in ogni singola goccia. La pittura diventa un gesto e ogni gesto un segno sulla tela. La saturazione dello spazio pittorico genera come risultato la totale inclusione dello spettatore nella dimensione creata dall’artista fatta di pura espressione non mediata neanche dalla mimesi

 

Antonio Perreca

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