Teatro. “Notte” del teatro popolare napoletano

NAPOLI – Da giovedì 24 fino a domenica 27 gennaio, alla Galleria Toledo è di scena lo spettacolo intitolato “Notte” con Oscarino Di Maio, Alessandra D’Ambrosio, Antonio De Rosa, Anna Moriello, e con le percussioni di Peppe Sodano.

L’opera, in due atti unici di Gaspare e Oscar Di Maio, sancisce il ritorno del teatro popolare napoletano, un genere quasi estinto, e che Oscarino Di Maio, discendente della famiglia, prova a rilanciare.

Attraverso un’attività di ricerca, Oscarino, quasi per caso, ha recuperato due atti unici di due suoi antenati, autori di chiara matrice popolare, ma di indubbia capacità drammatica. Questi due rapidi poemetti, proprio in virtù della propria semplicità, gli hanno permesso di proporre una rilettura, allontanandosi da quella chiara matrice verista con evidente adesione alla poetica verghiana, in una dimensione dove il teatro di invenzione, nella sua forma totale, viene proposto e filtrato attraverso una realtà visionaria, concentrando il lavoro sulle possibilità che drammaturgicamente il testo offre, esasperandone i contenuti letterari attraverso il modo e le forme che il teatro potenzialmente attiva.

Il progetto giunge, in seguito a un’analisi preventiva, ad asciugarsi nei suoi contenuti originari poetici (forma) e strutturali (contesto temporale), fino a una sintesi, a volte ferocemente spiazzante, che ne decontestualizza, ponendone continuamente in discussione, i temi e gli argomenti trattati. Lo spettacolo rappresenta anche un omaggio alla famiglia da parte di Oscarino, una famiglia che tanto ha dato al teatro napoletano: teatro dai toni forti, che seppe distinguersi al tempo di autori del calibro di Eduardo, e che si ritagliò un suo pubblico, fortemente collegato al melodramma, poi detta sceneggiata. Un filone legato alla strofa, alla canzone e alle emozioni.

Al riguardo abbiamo rivolto due domande a Oscarino Di Maio.

Com’è cambiare registro, dal comico al dramma?

«E’ una scommessa per me, ho sempre fatto teatro comico, che ha altri registri, altri ritmi, altre dinamiche. E’ una sfida stimolante che rientra nel mio percorso di attore.»

Episodio isolato o continuerà con lavori di questo genere?

«Il mio progetto prevede di mettere in scena ogni anno 2 o 3 atti unici della prolifica produzione autoriale della mia famiglia.»

Serena Costantino

Napoletana classe '83, psicologa e teatroterapeuta di orientamento buddista, ha fatto di una malattia il suo punto di forza, dell'arte il suo mezzo di espressione. La sua missione nella vita è aiutare le persone a essere felici.
Serena Costantino

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