Società. Report dal convegno internazionale sul metodo “Integra”

NAPOLI – Giovedì 6 e venerdì 7 settembre si è svolto, presso l’auditorium del Villaggio del fanciullo a Pozzuoli (Na), da un’idea di Fausta Sabatano, il convegno internazionale intitolato “Oltre il disagio: il lavoro educativo tra scuola, famiglia ed esperienza di comunità”. L’incontro è stato organizzato dal Centro Educativo Diocesano Regina Pacis in collaborazione con il Centro Territoriale di Supporto per l’inclusione, il Liceo “Manzoni” di Caserta, la Congregazione Missionari de La Salette, la Congregazione Suore Figlie della Presentazione di Maria Santissima al Tempio e la Fondazione “Centro per la Vita don Luigi Saccone”.

Giovedì 6 si è tenuta la presentazione del metodo “Integra” a cura della dott.ssa Sabatano, dunque Roberto Farnè dell’Università Alma Mater di Bologna, ha spiegato il concetto di “rieducazione …se possibile”, e poi diversi interventi si sono alternati, a partire dalle riflessioni sui limiti nelle relazioni visti come sfida, di Giuseppe Milani, di Padova; fino a “uno spazio e un tempo per costruire l’altrimenti”, nel magistralis di Vanna Ioiri, dell’Università Cattolica di Milano.

Venerdì 7 si è svolta la II Sessione, coordinata da Felice Ciro Papparo dell’Università Federico II. Quindi sono intervenuti Laura Cavana dell’Università di Bologna: “L’esperienza educativa di “Integra”: una lettura in chiave fenomenologica”; Maura Striano dell’Università Federico II: “Includere educando ed educare includendo”; Stefano Maltese del Centro Sinapsi: “Infanzie, o delle periferie delle vite”; e Marina Santi dell’Università di Padova. Quindi Lectio Magistralis “Teaching for Change: Fostering Trasformative Learning” di Edward Taylor, professore emerito Università della Pennsylvania; una video testimonianza a cura del Centro Educativo Regina Pacis; Monica Fedeli dell’Università di Padova: “Collaborare per apprendere. Nuove strategie didattiche per insegnare con successo”; Francesco Lo Presti dell’Università Parthenope: “La responsabilità del disagio a scuola. Dimensioni tacite ed aspettative nella relazione educativa”; Claudia Sabatano dell’Istituto Comprensivo “Perlasca” di Roma: “Imparare ad imparare: per tutti e per ciascuno”; Rita Casadei dell’Università di Bologna: “L’esperienza laboratoriale come relazione educativa”; Cristina Palmieri “Lavorare nel mergine: condizioni e limiti di un’educazione inclusiva”. Nel pomeriggio si è aperta la III sessione con “I contesti dell’agire educativo”, coordinata da Gaetano Iaia.

Al termine del convegno abbiamo intervistato Fausta Sabatano.

Come è strutturato “Integra”?

«Quattro sono gli elementi fondamentali: “Pensarsi insieme”: essere in rete con gli altri soggetti del territorio come parrocchie, Asl, Comuni, scuole, sistema giudiziario e così via. “Pensare insieme”: ossia un patto con i genitori o con le altre figure di riferimento dei bambini. Il legame con le famiglie è fondamentale. “Riflettere sul proprio agire”: gli educatori sono chiamati a un percorso di formazione di tipo fondamentalmente riflessivo sia sul versante psicologico sia pedagogico. L’intenzione è quella di creare un rimando costante tra teorie e pratiche. “Rispettare e rispettarsi”: porsi delle regole, creare dei dispositivi che consentano ai bambini e ai ragazzi di vivere un contesto “normato”. Un esempio? La patente a punti: a ogni regola non rispettata vengono tolti i punti. Questo perché i bambini devono avere chiare le idee e condividere quello che fanno.»

Quali sono le attività proposte?

«A tutti i bambini e i ragazzi proponiamo attività pomeridiane tutti i giorni dal lunedì al venerdì. I bambini sono seguiti da un’equipe di professionisti, educatori, psicologi, counsellors, pedagogisti assunti con regolare contratto. In più ci sono tanti volontari. Tra le attività c’è il sostegno all’apprendimento. Poi ci sono le attività laboratoriali o di rinforzo alla didattica. Quindi ci sono le attività sportive così quelle teatrali e ludiche. Per i più grandi c’è l’orientamento professionale e il sostegno psicologico. Si tratta di un modello facilmente trasferibile».

 

Serena Costantino

Serena Costantino

Napoletana classe '83, psicologa e teatroterapeuta di orientamento buddista, ha fatto di una malattia il suo punto di forza, dell'arte il suo mezzo di espressione. La sua missione nella vita è aiutare le persone a essere felici.
Serena Costantino

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