Napoli. Il rione Sanità contro la chiusura dell’Ospedale San Gennaro

NAPOLI – Diverse centinaia di cittadini del Rione Sanità, accompagnati da numerosi giovani attivisti della città, hanno bloccato le strade di Napoli in un corteo partito dall’Ospedale San Gennaro e giunto fino al palazzo della Regione Campania in Via Santa Lucia. I cittadini chiedono a gran voce al Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, di lasciare che l’ospedale San Gennaro resti un polo d’eccellenza sanitaria e mantenga aperto il suo Pronto Soccorso.

Si sono contate almeno 300 persone in corteo per le strade di Napoli. Un numero sufficiente a creare disagi al traffico in diverse zone della città, tra cui le strade di Via Salvator Rosa e quelle di Piazza Cavour. È partito infatti questa mattina, intorno alle ore 10:15 dall’Ospedale San Gennaro, il corteo di cittadini e attivisti riunitisi per protestare contro la chiusura dello stesso. Alcuni di loro sono in presidio permanente da lunedì scorso, davanti al suddetto ospedale, comprese le ore notturne, per sventare il rischio che i camion mandati dalla Regione Campania possano smantellarlo. È proprio questo a non tornare: nonostante il Presidente della Regione, De Luca, abbia dichiarato che l’ospedale resterà aperto, in seguito a un incontro con il direttore dell’ASL NA 1 Elia Abbondante, tuttavia continua il tentativo di portare via materiali di diversa entità dalla storica struttura. Sicuramente il piano prevede la chiusura del pronto soccorso dell’ospedale e dei reparti di Oncologia ed Ematologia, che verrebbero trasferiti presso l’ospedale Ascalesi. Ma i cittadini affermano a gran voce che del pronto soccorso il loro quartiere non può farne a meno: sanno bene che nelle loro strade l’emergenza può essere consuetudine. L’ultimo agguato di camorra infatti, in cui a rimanere ferito è stato un 26enne, è avvenuto solo due giorni fa.

Per dare un’idea dell’ottimo lavoro svolto al San Gennaro, basti pensare alla gestione delle cure chemioterapiche: quando il paziente oncologico giunge in ospedale per la sua terapia, il farmaco a lui destinato viene preparato solo dopo aver accertato che il paziente possa riceverlo. Tutto questo avviene a costo zero. Diversamente avverrebbe con il trasferimento del reparto oncologico dal San Gennaro: il farmaco verrebbe preparato prima di sapere se il paziente potrà effettuare la terapia per i valori delle sue analisi, e prima di sapere se per cause di forza maggiore non potrà recarsi in ospedale. In tal caso il farmaco verrebbe gettato via, con un costo totale per la spesa pubblica che si aggira intorno ai 3.000 euro a paziente. Questo e altro ci hanno spiegato Roberto De Gregorio e Francesco Ruotolo, cui abbiamo rivolto in video alcune domande.

Camilla Esposito

Classe ’94. Laureata in scienze e tecniche psicologiche, si destreggia tra libri e atletica. Vegetariana, ambientalista, sostenitrice della libera e critica espressione e dei Diritti all’uguaglianza.
Camilla Esposito

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