Napoli. Con “L’orsa maggiore” un bene confiscato alla camorra si trasforma in mercato natalizio

NAPOLI – L’associazione “L’orsa maggiore” è affidataria del centro sociale polivalente “La Gloriette”, bene confiscato alla camorra. Sabato 17 dicembre ha inaugurato un mercato natalizio che proseguirà fino ai primi di gennaio.

A Napoli in Via Petrarca, dinanzi a un fantastico panorama si erge la struttura de “La Gloriette”, la vecchia casa dell’ex boss della camorra Michele Zaza. La casa è stata sequestrata, poi confiscata, e infine affidata nel 2010 a l’orsa maggiore, associazione che dal 2013 ha introdotto le prime attività.
Gianluca Bove, coordinatore dell’associazione, ci ha illustrato l’intero appartamento e la sua vasta terrazza, raccontandoci aneddoti e informazioni: il centro è rivolto ai cosiddetti ragazzi vulnerabili, con problemi di autonomia, che necessitano di migliorare la capacità di relazione, di integrazione, di comunicazione, con l’obiettivo di rendere indipendenti questi giovani e indirizzarli al mondo del lavoro, come nel caso di un ragazzo che ha ripreso gli studi alberghieri dopo aver riscoperto l’amore per la cucina nelle attività di laboratorio del centro.

Sono proprio questi giovani i protagonisti del mercato natalizio de “La Gloriette”: tanti oggetti sono stati prodotti a mano durante le ore di laboratorio, con la collaborazione degli educatori. Quadri, disegni, collane, bracciali e tanti ornamenti di Natale sono stati allestiti in un unico stand nel salone principale della casa. Lo stand è posizionato dinanzi a un murales in marmo, appartenente a Michele Zaza, realizzato da artista ignoto. La scelta di questa posizione dello stand simboleggia il non voler dimenticare a chi è appartenuta questa casa e che bisogna lottare quotidianamente per donare questi beni alla società: il murales rappresenta, tra i tanti animali, due serpenti simbolo della contrapposizione di mafia e camorra. Emblematica è l’immagine di una donna senza testa che rappresenta il ruolo marginale della figura femminile, utile soltanto alla procreazione.

Riguardo le attività dell’associazione abbiamo raccolto la testimonianza di Gianluca Bove.

Le vostre attività?

«Offriamo tanti tipi di attività, dall’accoglienza ad attività di laboratorio come la cucina, l’ambiente, lo sport, le attività emozionali, manuali e creative. Tutto questo è reso possibile dai nostri educatori. Il tutto è finalizzato a migliorare la qualità della vita di queste persone e delle loro famiglie, e di mantenere e migliorare le abilità cognitive e relazionali.»

Qual è il supporto delle famiglie?

«Le famiglie di questi ragazzi svolgono un ruolo fondamentale. In primis perchè a casa continuano il nostro lavoro; in secondo luogo, da circa un anno a questa parte (Causa termine stanziamento fondi – ndr), sostengono insieme a noi le grosse spese che comporta il mantenimento di questa struttura.»

Come vive il quartiere la presenza del centro sociale?

«Essendo un quartiere benestante, un centro sociale non è la prima necessità, i nostri ragazzi infatti arrivano da tutta Napoli, da Portici, Torre del Greco, e da altre periferie. Più che della comunità, si può parlare della sensibilità del singolo cittadino di questo quartiere. Abbiamo riscontrato per esempio una forte collaborazione con la parrocchia “Luigi Gonzaga”, mostratasi sempre presente alle nostre iniziative. Invito quindi tutti i lettori a visitare il nostro centro e a presenziare ai nostri eventi.»

Stefano Colasurdo

Classe '91, diplomato al liceo scientifico e laureando in scienze politiche all’università Orientale di Napoli. Le sue grandi passioni sono la scrittura, lo sport e la storia. Determinato, volenteroso, ama il giornalismo e la Verità.
Stefano Colasurdo

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