Napoletani e impresa, tra criminalità e ironia

NAPOLI – La Giunta Regionale della Campania ha approvato giovedì 3 novembre l’indicazione delle aree di crisi industriale non complessa. Lo scopo di tale provvedimento consiste nella realizzazione di programmi di investimento e di sviluppo economico dei territori interessati, con misure volte al rilancio di tutte le aree colpite da una crisi diffusa delle attività produttive. Tuttavia, al di là delle indicazioni pubblicate nell’elenco, complessa e particolare rimane la situazione dell’area campana, specialmente di quella napoletana, nella quale permangono ostacoli e difficoltà per i giovani imprenditori che si affacciano nel mondo del lavoro, tra le quali la criminalità.

Fortunatamente, non sempre impedimenti e inefficienze inibiscono lo sviluppo e la creatività dei nuovi imprenditori partenopei, che nonostante le mille complessità riescono a farsi strada e realizzare i propri sogni. E’ il caso di Egidio Cerrone che, partendo dall’apertura di un food blog, uno spazio dedicato alle recensione delle prelibatezze degustate in giro per i locali, è divenuto in poco tempo una vera e propria figura mediatica di successo.

Egidio Cerrone, soprannominato “Puok” per la sua passione per il cibo, ha incuriosito i maggiori network della rete, riuscendo in poco tempo, con passione e impegno, a realizzare il proprio sogno: l’apertura di un suo locale, che da circa due anni riscuote successo e che sfortunamente, l’altro giorno, ha anche subito il suo primo furto: ”Se riconoscete questo fenomeno del limbo ditegli che tiene un panino offerto”, questa è stata la risposta del giovane imprenditore, che con un sorriso ha sdrammatizzato l’accaduto. Al riguardo, abbiamo contatto il Sig. Cerrone per rivolgergli le nostre domande.

E’ cambiata la sua vita da quando si è messo in gioco?

«Cambia come quella di un uomo che diventa padre. Nuovi ritmi, nuove preoccupazioni, nuove responsabilità, ma tanta tanta gioia.»

Da food blogger a imprenditore. Come ci si sente?

«Bisognerebbe chiederlo ai miei amici di sempre. Penso che ti risponderebbero così: “Puok finalmente può fare tutto quello che ha sempre voluto fare”. E ti spiego il perché: Puok è come un gate, una porta per dare finalmente sfogo in maniera concreta alla mia creatività. In pochi lo sanno, magari in molti lo hanno solo percepito, ma prima di Puokemed ho visto mezza storia del cinema, gran parte delle serie tv conosciute, un mondo fantastico all’interno della mia testa che finalmente può prendere vita con Puok. Per esempio lo spot delle vacanze in cui abbiamo citato il prologo de “Le Iene” di Tarantino: farlo con Puokemed non avrebbe avuto senso, perché sarebbe stato solo un esercizio di stile, mentre con Puok diventa pura comunicazione, divertimento funzionale. Con Puokemed, che non produce denaro, non avrei neanche potuto permettermi di produrre quel video, con Puok sì. Quindi tutto sommato Puok è un circolo vizioso dei miei divertimenti e delle mie passioni: vendo buonissimi panini, incasso, produco video, vendo ancora più panini, incasso, produco altri video, un giorno magari va a finire che facciamo un film tra un panino e un altro. Quindi il mio stato d’animo è semplicemente quello della persona più felice del mondo.»

Da napoletano quali sono state le difficoltà che ha dovuto affrontare per la realizzazione del suo progetto?

«Il pessimismo e la malafede di questo bellissimo ma sfiduciato popolo. A partire dalle persone più vicine. Tutti, tutti mi dicevano che Puok avrebbe distrutto Puokemed. Invece dietro Puok e Puokemed c’è la stessa persona, la stessa passione, la stessa ‘poesia’ e trasparenza. Puok è stata una naturale estensione di Puokemed, che ha reso quest’ultimo ancora più forte di prima.»

”Puok” è un marchio conosciuto in Campania. Le piacerebbe aprire una filiale al Nord?

«Mo’ vediamo, piano, piano.»

Chris Barlati

Cresciuto tra racconti di Partigiani, con un nome che non lo rappresenta, si ritrova a scrivere per amor dell'informazione. Amante dei film d'animazione di Miyazaki, attende l'arrivo di Capitan Harlock e della sua anarchia.
Chris Barlati

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