Libri. ”Chi ha ucciso Rino Gaetano?”. Intervista a Bruno Mautone

AGROPOLI – Bruno Mautone, nato a Ischia nel 1960, vive e lavora ad Agropoli, in provincia di Salerno. Avvocato di professione, collabora con giornali, emittenti radio e tv locali. Autore di numerosi articoli di politica, costume e musica, ha intrapreso un lavoro di ricerca riguardante la vita e la tragica scomparsa del cantautore Rino Gaetano, pubblicando due libri d’inchiesta: ”Rino Gaetano. La tragica scomparsa di un eroe” e ”Chi ha ucciso Rino Gaetano?”, quest’ultimo da poco disponibile in libreria. Massoneria, servizi segreti, finanziamenti a esponenti del mondo dello spettacolo, sono solo alcuni degli elementi che fanno da sfondo a un inquietante scenario portato alla luce dal lavoro d’inchiesta di Bruno Mautone nel cui libro, che ha scalato subito le classifiche dei testi più venduti, sono minuziosamente analizzati.

Al di là del noto artista musicale, chi era veramente Rino Gaetano?

«Rino Gaetano era una persona coraggiosa e controcorrente, che sottolineava le porcherie del Potere e le tante cose ingiuste del vivere quotidiano dei cittadini comuni. Un vero e proprio genio, una figura artistica al di fuori del comune e al di fuori di ogni schema. Per cercare di sminuirne la figura e per cercare di svalutare la portata delle sue narrazioni musicali, si definivano demenziali e non-sense i suoi testi.»

Servizi segreti, massoneria, lobby di potere. Cosa legava Rino Gaetano a queste realtà parallele?

«Nel primo libro ipotizzavo che Rino fosse affiliato alla massoneria. Amici cari dell’artista, quali Franco Pontecorvi e Domenico Messina, che ho conosciuto personalmente, e la sorella Anna, hanno escluso che fosse affratellato a loggia massonica. Ne prendo atto, tuttavia conosceva in modo approfondito l’universo dei liberi muratori, addirittura dopo il grande successo riportato a Sanremo nel 1978, definiva esplicitamente il mondo discografico e l’ambiente del festival un ordine massonico. Inoltre in vari brani, a esempio in “Sfiorivano le viole”, ama richiamare in modo chiaro fatti e personaggi di rilievo della massoneria. Lobby di potere? Rino Gaetano le combatte senza pietà, in modo palese e in modo criptico, non solo con i propri brani, ma anche con dichiarazioni rese ai giornali: in un’intervista del 1976 alla rivista Nuovo Sound, sfotte gli Agnelli, la Bastogi (Società finanziaria all’epoca molto potente – ndr), nonché altri grandi industriali quali Monti, Pirelli e altri ancora. Il tema dei servizi segreti è intrigante. Nel nuovo libro parlo di persone, ne indico i nomi, vicine a Rino Gaetano che facevano parte di apparati di intelligence e che operavano anche in potenti ambienti consolari-diplomatici. E’ un capitolo della vita di Rino che viene svelato per la prima volta, decisamente interessante. Beninteso, l’artista è vittima di tali ambienti, non partecipe.»

Sembra quasi che il cantautore crotonese fosse venuto a conoscenza di scomode verità. Possibile?

«Rino conosceva e narra in anticipo fatti inquietanti della vita politica italiana del tempo. Non era un veggente, evidentemente aveva delle fonti informative di altissimo profilo. Nel mio nuovo libro “Chi ha ucciso Rino Gaetano?” offro delle ricostruzioni documentate e indico quali erano le fonti di tali segreti svelati. In “La Berta Filava” anticipa i nomi dei due politici “sacrificati” per real politik sull’altare dello scandalo Lockheed: Mario Tanassi e Gino-Luigi-Gui, non 2 baristi come taluni hanno sostenuto. Nel testo di “AD 4000 DC” narra in modo preciso la parabola di un vecchio che gioca con le carte e salta il banco, cioè parla di Michele Sindona, mafioso e massone. Accosta un tal Cazzaniga alla Dc in “Nuntereggaepiù”, non è un cronista sportivo come qualcuno riduttivamente ha ipotizzato, ma un boiardo di stato che risultò essere finanziatore proprio della DC. In “Mio fratello figlio unico” parla del treno Taranto-Ancona, cioè del treno scelto per illecite macchinazioni dai servizi segreti deviati.»

Di tutta la vicenda riguardante Rino Gaetano restano domande a cui forse non avremo mai risposta. Tuttavia, tra le tante questioni irrisolte, una in particolare tormenta le coscienze dei suoi fan. Perché i colleghi di Rino Gaetano hanno troncarono improvvisamente i rapporti con il cantautore? Erano a conoscenza di quanto sarebbe successo?

«Sono usciti dei documenti ufficiali, ne parlo nel nuovo libro, che provano cospicui finanziamenti degli USA a tanti artisti di tutta Europa, compresi cantanti, affinché abbandonassero invettive o almeno ammorbidissero i toni contro gli USA. Rino nei suoi irrideva gli USA, e lo ha fatto fino all’ultimo. Chissà che questa frattura tra lui e altri artisti non abbia avuto questa poco nobile matrice, beninteso matrice negativa per gli altri artisti, non certo per Rino, che è sempre stato onesto e coraggioso. Ne parlo diffusamente nel libro appena uscito e le conclusioni sono sconvolgenti, sostengo che fu vittima di un incidente procurato per farlo tacere. Del resto nel libro illustro una clamorosa scoperta, tale è poiché mai nessuno ne ha parlato, cioè l’esistenza di un’interrogazione parlamentare che sollevava dubbi sull’incidente e sui soccorsi che gli costarono la vita. La risposta del Governo fu scandalosa e nulla chiarì. Insomma, sin dal primo momento la morte di Rino fu misteriosa e sollevò inquietanti interrogativi.»

Chris Barlati

Cresciuto tra racconti di Partigiani, con un nome che non lo rappresenta, si ritrova a scrivere per amor dell'informazione. Amante dei film d'animazione di Miyazaki, attende l'arrivo di Capitan Harlock e della sua anarchia.
Chris Barlati

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