Libri. Al rione Sanità la biblioteca in un bene confiscato alla camorra

NAPOLI – Grandi progetti per il rione Sanità, una delle zone di Napoli spesso protagonista di eventi di cronaca nera. Non questa volta però: aprirà la prima biblioteca pubblica in Via Salita dei Cinesi, nel rione Sanità, all’interno di un bene confiscato alla camorra. Il progetto è stato presentato dall’Associazione Onlus “Adda passà a nuttat” al tribunale di Napoli, nel corso di un convegno inaugurato dal Presidente dell’Ordine degli avvocati Armando Rossi e moderato dall’avvocato Carlo Claps, segretario dell’Associazione forense Magna carta, durante il quale si è discusso appunto sull’uso dei beni confiscati alla camorra.

L’iniziativa prevede che chiunque vorrà potrà donare un libro. I punti di raccolta si trovano nella Camera Penale del Tribunale e nei locali dell’Associazione forense Magna Carta. Quest’ultima si trova nel cortile dell’Ufficio del Giudice di Pace di Napoli, in Via Foria ex Caserma Garibaldi; mentre la Camera Penale si trova al Centro Direzionale di Napoli.

«Biblioteca pubblica perché vogliamo che essa rappresenti un servizio pubblico, accessibile e usufruibile a tutti.», ci spiega Davide D’Errico, presidente dell’associazione, a cui abbiamo rivolto le nostre domande.

Cosa vi ha spinto verso questo progetto?

«“Adda passà ‘a nuttata” nasce nel 2010 dall’idea di quattro ragazzini appena maggiorenni di voler combattere per la propria città. All’epoca Napoli era l’immagine dei rifiuti e della camorra, un luogo che veniva mostrato come la pecora nera d’Italia. Oggi siamo un’organizzazione Onlus con centinaia di volontari, che porta avanti progetti di volontariato e che, attraverso una serie di attività politica e di denuncia, contrasta quel sistema che genera disservizi pubblici.»

Oltre la biblioteca, quali altre iniziative avete realizzato?

«Siamo gli ideatori di “Adda passà l’R4″, la prima e più grande iniziativa di denuncia contro le inefficienze del trasporto pubblico locale, in cui decine di volontari hanno trasformato le loro macchine in piccoli pullman e accompagnato gratuitamente le persone che aspettavano da ore alle fermate dei bus.»

Perché aprire una biblioteca pubblica nel rione Sanità?

«Restituire alla città ciò che è suo è uno dei modi per combattere la criminalità. Prenderci cura di luoghi abbandonati e renderli beni accessibili a tutti rappresenta una grossa vittoria contro la camorra, la quale schiavizza la cultura. Ci stiamo occupando della realizzazione delle strutture che costituiscono una biblioteca, dalle pedane alla scaffalatura e l’idea è anche quella di trasmettere il messaggio che tutto si può riciclare ed essere riutilizzato.»

Prossimi progetti?

«Abbiamo presentato al Comune di Napoli la documentazione necessaria per partecipare al nuovo bando sui beni confiscati alla camorra. La nostra intenzione è quella di lanciare la prima agenzia di servizi gratuiti per i poveri in città.»

Antonella Izzo

Classe '93. Laureata in Scienze della Comunicazione, costruisce la sua vita sulla lettura, la pittura e la scrittura. Porta sempre con sé una piccola macchina fotografica, come fosse un registratore di sensazioni.
Antonella Izzo

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