Intervista esclusiva a ”Il Pancio”: la sfida verso il milione

REGGIO EMILIA – Andrea Panciroli, comico conosciuto con il nome d’arte ”Il Pancio”, nasce il 23 ottobre 1985 da famiglia calabrese. Originario di Gioia Tauro, barista e padre di famiglia, decide quasi per gioco nel 2014 di pubblicare alcuni video comici: in pochi mesi raggiunge milioni di persone. I suoi primi video sono parodie di celebri canzoni, ma è a dicembre, con il format “Analizzando Video Virali”, che Andrea arriva al grande pubblico del Web, superando in soli 6 mesi oltre 500.000 iscritti. Attualmente Andrea si è reso protagonista di un evento singolare, una sfida che lo vede impegnato nel pagamento di ‘un’obbligazione’. Al riguardo lo abbiamo raggiunto per rivolgergli alcune domande, per conoscere nel dettaglio la natura della scommessa e il pegno a cui ‘coraggiosamente’ ha deciso di sottoporsi.

Come e quando è iniziata la sfida del milione?

«Tutto è partito con la sfida dei 40mila: partivo da circa 30mila e avevo dichiarato che se avessi raggiunto i 40mila entro una settimana, avrei fatto il bagno in mutande in una fontana di Reggio Emilia, gridando “Viva la Calabria!”, e così è andata. Poco dopo ne avevo fatta un’altra per arrivare a 100mila, in cui avevo promesso di farmi la ceretta al petto, ma in questo caso la quota è stata raggiunta dopo il termine che avevo dato. Dopo non l’ho più fatta, ma molti hanno continuato a chiedermi di farla, specie quando stavo per raggiungere il mezzo milione e poi ancora per i 600mila, i 700mila e così via. Non ero convinto, ma quando sono arrivato a 900mila mi sono detto: “ok, facciamo una nuova sfida, questa volta per il milione”. Così ho fatto un sondaggio sul mio profilo personale di Facebook e su quello di Instagram, chiedendo ai fan cosa avrebbero preferito facessi al raggiungimento del milione. Ho dato tre alternative: andare a Reggio Calabria in bicicletta, farmi la ceretta sul petto o tatuarmi sulle chiappe il mio motto “mannaia la puttana”. Hanno votato in 5mila e ha vinto l’ultima opzione. Dunque il risultato del raggiungimento del milione di fan su Facebook avrà questa conseguenza.»

Raggiunto il milione, oltre al tatuaggio sulle chiappe hai dei progetti che vorresti realizzare?

«Molto semplicemente uno dei miei obiettivi principali è quello di realizzare meno contenuti, ma farne più di qualità.»

In alcuni video compaiono i ‘’Nonni’’. Come hanno reagito quando hai proposto loro di far parte dei tuoi video?

«Hanno reagito bene perché comunque è del tempo che passiamo insieme, per giunta divertendoci. E tieni presente che se prima ero io a proporglielo, adesso sono proprio loro a chiedermi: “quand’è che facciamo il prossimo video?”. Anche perché ora quando vanno in giro la gente chiede loro di farsi delle foto insieme, è successo al supermercato o dal parrucchiere, per dire.»

L’umiltà è una caratteristica che si riscontra in molti comici del Sud. Quanto conta per te ridere nella vita e cosa pensi della spontaneità?

«La spontaneità è tutto, anche perché, non avendo mai studiato recitazione, quello che vedete nei video è esattamente quello che faccio anche a casa o con gli amici, chiaramente un po’ più stereotipato. In questi casi rispondo spesso citando una frase del maestro Troisi, che amo: “Il successo è un amplificatore: se uno è già imbecille, diventa imbecillissimo, se uno è umano diventa umanissimo. Non ci credo che il successo e i soldi cambino le persone, per me sono una lente di ingrandimento di quello che sei, di quello che eri prima”. Per il resto aggiungo che ridere, nella vita, dopo la salute è la cosa più importante.»

Chris Barlati

Chris Barlati

Cresciuto tra racconti di Partigiani, con un nome che non lo rappresenta, si ritrova a scrivere per amor dell'informazione. Amante dei film d'animazione di Miyazaki, attende l'arrivo di Capitan Harlock e della sua anarchia.
Chris Barlati

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