Fotografia. “Poesie sui culi”. Intervista ad Anthony De Luca

BOLOGNA – Anthony De Luca, classe 1980, è un artista di origini beneventane. Specializzatosi in fotografia, è oggi un vero e proprio fenomeno della rete, ma apprezzato e ammirato anche al di fuori dei social network. Fotografo di professione, la produzione artistica di De Luca si caratterizza per un tratto esuberante e sensuale, e per l’elaborazione di performance crude e molto espressive che mettono in luce forma e bellezza delle donne, anche in contesti di semplice quotidianità.

Il successo dei suoi scatti è stato favorito dalla commistione di due forme d’arte, innovativamente unite in un’unica espressione artistica di cui si è fatto naturalmente interprete e pioniere: le ”Poesie sui culi”,  risultato di una goliardica concezione di intendere l’arte, dove la donna diviene non solo espressione sensuale di un mondo umano e voluttuoso, ma fulcro del mondo, della società e della vita degli uomini nel quotidiano. Nelle sue opere infatti, le poesie degli autori classici sono scritte sul sedere di splendide ragazze, che diventano espressione di femminilità e di sentimento, trascendendo il contesto e andando al di là dell’oggetto fotografato.

Per comprendere meglio il pensiero artistico di Anthony De Luca, gli abbiamo rivolto alcune domande.

Come nasce la sua passione per la fotografia?

«Nasce dalla voglia di poter fissare per sempre ciò che la mia mente elabora costantemente nella sua fantasia. La fotografia è un mezzo stupendo, ancora oggi direi magico, che ti permette anche di imprimere per sempre una situazione che stai vivendo in prima persona o da spettatore, e di far vedere agli altri cosa ne percepisce la tua anima in quel momento.»

Cosa caratterizza la sua espressione?

«La fortissima creatività che non riesco a contenere.»

Il ruolo che ricopre la donna nella sua arte?

«E’ una bambola nelle mie mani. Una bambola da maneggiare con cura.»

Quante donne ha fotografato nella sua carriera?
«Oltre un migliaio.»

Perché le donne si affidano a lei, mostrando i loro lati più intimi con così tanta naturalezza?

«Perché ne percepiscono il valore di ciò che realizzo, e non intendo quello economico. In uno scatto non c’è solo consapevolezza, regia, stile, ma se fatto con l’anima c’è dentro l’autore e tutta la sua vita passata: l’esperienza, l’emotività e l’unicità. Un valore inestimabile non paragonabile a nient’altro.»

Ha una sua citazione preferita?

«”Siate ciò che volete, in pochi sanno percepire la vostra anima. A quei pochi basta un attimo”. E’ una mia frase. Perché io scrivo anche, ma è una creatività che non divulgo sui social.»

Chris Barlati

Cresciuto tra racconti di Partigiani, con un nome che non lo rappresenta, si ritrova a scrivere per amor dell'informazione. Amante dei film d'animazione di Miyazaki, attende l'arrivo di Capitan Harlock e della sua anarchia.
Chris Barlati

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