Fegato bioartificiale per trattare insufficienza epatica acuta

ROCHESTER – I ricercatori della Mayo Clinic stanno testando in questi giorni un’alternativa al trapianto di fegato in grado di supportare la guarigione e rigenerazione dell’organo danneggiato. Questo dovrebbe migliorare i risultati, riducendo così i tassi di mortalità per i pazienti con insufficienza epatica acuta, per i quali l’unico trattamento provato fin ora è stato il trapianto di fegato.

Sviluppato dal Dottor Scott L.Nyberg, medico e ricercatore presso la Mayo Clinic, il dispositivo, che utilizza epatociti sani, o cellule del fegato prelevate da suini, aiuta la digestione e l’eliminazione dei rifiuti e le tossine dal sangue. I risultati sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista Journal of Hepatology.

Secondo l’American Liver Foundation, ci sono più di 100 diversi tipi di malattie del fegato che possono compromettere la funzionalità epatica e portare a condizioni croniche potenzialmente letali come l’epatite, la steatosi epatica non alcolica e il cancro del fegato. Sempre secondo la stessa fondazione, circa 30.000-40.000 persone muoiono di malattie del fegato ogni anno.

Il trapianto di fegato è stata, per anni, l’opzione principale per il trattamento dell’insufficienza epatica acuta: “Si tratta di una possibilità con molti rischi che non è sempre un’opzione, grazie alla difficile compatibilità e disponibilità di fegati di donatori. Un fegato bioartificiale potrebbe consentire ai medici di trattare ed estendere la vita dei pazienti, in modo sicuro e conveniente, con minori possibilità di errori”, afferma il Dottor Nyberg.

Il trattamento ha dimostrato di ridurre la gravità della malattia epatica e migliorare la sopravvivenza nei suini. Gli studi clinici futuri mirano a valutare opzioni di trattamento ancora meno invasive e a lungo termine. Questo studio ha dimostrato che gli animali trattati con il fegato bioartificiale hanno raggiunto risultati ottimali rispetto agli animali che hanno ricevuto vecchie forme di trattamento.

Anche se il fegato artificiale non ha ancora ricevuto il nulla osta per l’utilizzo sugli esseri umani, questi risultati sembrano aprire una nuova strada per un trattamento efficace di malattie come il cancro al fegato e l’epatite, diventate negli ultimi anni sempre più comuni. Purtroppo al momento i diritti del fegato biartificiale SRBAL, Spheroid Reservoir Bioartificial Liver, sono stati opzionati esclusivamente per uno sviluppo commerciale.

Clemente Cipresso

Classe ’83, una passione per l’innovazione e le tecnologie. Perfusionista di cardiochirurgia si occupa, nel tempo libero, di Public Health e divulgazione scientifica.
Clemente Cipresso

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