Camorra. Il papà di Genny Cesarano: “La politica fermi le stese”

NAPOLI – Venerdì 19 maggio alle ore 18:00 gli striscioni erano già pronti in piazza Sanità per il presidio anti-camorra, organizzato dalla III municipalità dopo la “stesa” di sabato scorso nel rione. Circa 200 le persone in piazza, accorse all’invito “Contro le ‘stese’, Rimmanimmo Allerta!”.

Nella notte di sabato 13 maggio, nella stessa piazza in cui due anni fa moriva il 17enne Genny Cesarano, affiliati al sistema camorristico, in sella a moto e motorini, hanno sparato all’impazzata colpendo le saracinesche dei negozi, le auto, i lampioni e le finestre: le chiamano “stese”, perché chi si trova nei paraggi si stende a terra per evitare i proiettili.

E’ stato un tentativo intimidatorio, secondo Ivo Poggiani, presidente della III municipalità, quella che comprende anche il rione Sanità: «A non piacere alla camorra è la nuova fioritura economica e culturale che il quartiere pian piano sta conquistando. Quando si dovevano uccidere i magistrati si uccidevano col tritolo, perché dovevano fare rumore. E le “stese” rappresentano un po’ questo, una specie di meccanismo della tensione, della paura, perché vanno nel vuoto, si spara all’aria, si spara alle auto. Non si capisce bene che cos’è, in qualche modo è marcare il territorio, come i cani che pisciano, o come i topi di fogna che escono di notte e solamente di notte sono liberi di fare quello che gli pare».

Venerdì pomeriggio, al presidio si sono stimate circa 200 persone tra associazioni, cooperative e appartenenti all’Amministrazione comunale. Tra i cittadini anche il vicesindaco Raffaele Del Giudice; il sig. Antonio Cesarano, papà di Genny, con Un Popolo in Cammino; attivisti in rappresentanza dell’Ex OPG di Materdei; e rappresentanti della Chiesa cristiana evangelica pentecostale.

I cittadini durante il presidio hanno sottoposto diversi argomenti all’attenzione della stampa e dei rappresentanti delle Istituzioni, come la contraddizione evidenziata dalle parole di Antonio Cesarano: «Le “stese” non le possiamo fermare come cittadini, ma sicuramente può la politica, con interventi un po’ più strutturati. La gente, più che essere presente, che può fare? Abbiamo chiesto delle telecamere da un anno e mezzo e ancora si discute come e dove metterle. Se stiamo a pensare all’assenza dei cittadini e alle bugie della politica… Noi sicuramente andiamo avanti, non ci fermiamo, soprattutto chi paga un prezzo in questa città non si ferma». Ma il vicesindaco Raffaele Del Giudice è di parere contrario: «Quello che sta caratterizzando la nostra azione non sono fuochi di paglia, sono azioni lente, ma costanti. Noi non facciamo un centimetro indietro, ma ogni giorno due centimetri avanti. La costanza, l’affidabilità di questa azione, sta facendo riappropriare anche molta fiducia: le persone erano sfiduciate nei confronti delle istituzioni. Vederci sui pezzi, sempre, costantemente, anche con tutti i nostri limiti, sta ridando un po’ di fiducia e anche una sana iniezione all’anti-politica»

Camilla Esposito

Classe ’94. Laureata in scienze e tecniche psicologiche, si destreggia tra libri e atletica. Vegetariana, ambientalista, sostenitrice della libera e critica espressione e dei Diritti all’uguaglianza.
Camilla Esposito

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