Attivismo e Fotografia. “Sc-atti-di-partecip-azione” continua a Bellizzi

NAPOLI – Il concorso-mostra fotografica “Sc-atti-di-partecip-azione”, nato da un’idea dell’associazione “Cittadinanzattiva Campania Onlus” in collaborazione con il fotografo Pasquale Sanseverino, dopo la sua esperienza partenopea si sposterà presso il Comune di Bellizzi, in provincia di Salerno. Con la firma della liberatoria, avvenuta in data 13 febbraio, durante un incontro in Via Medina a Napoli, gli artisti hanno donato le loro fotografie a Cittadinanzattiva Campania per far sì che la mostra prosegua il suo percorso.

L’attivismo civico è un soggetto da fotografare. Questo è il principio dell’iniziativa “Sc-atti-di-partecip-azione”, il concorso patrocinato dall’Assessorato alla Cultura e Turismo del Comune di Napoli, il quale ha raccolto le fotografie di diversi cittadini, amatori e professionisti. Questi hanno immortalato l’associazionismo, l’attivismo e la partecipazione civica, dalla cura degli spazi comuni alla cultura della solidarietà e della diversità. Scatti di proposta, ma anche di denuncia, poiché, come tiene a sottolineare Domenico Bianchi di Cittadinanzattiva, “una bella foto vale molto più di tante parole vuote”. E’ proprio lui a spiegare, durante l’incontro, che le realtà operanti sul territorio partenopeo come “Legambiente”, “A.N.D.O.S.”, “Sii turista della tua città” e tante altre, sono state protagoniste dell’iniziativa in quanto soggetti delle foto.

A corredo della mostra, aperta al pubblico a Napoli dal 16 al 23 gennaio a Castel Dell’Ovo, sono state le opere dei finalisti del concorso, moderato da una giuria di esperti nel campo fotografico e associazionistico. Il carattere gratuito della mostra è stato reso possibile dalla partnership con lo studio fotografico di Pasquale Sanseverino, Panificio Rescigno e Adsolute Web Agency.

Maria Settembre, segretario regionale di Cittadinanzattiva, oltre a ricordare le numerose attività che l’associazione sta organizzando per venire incontro alle più disparate esigenze del territorio, ha lanciato la proposta di una raccolta di idee per una seconda edizione del concorso fotografico.
Alessandra Brescia, una della finaliste del concorso, ha raccontato con queste parole le sue impressioni: “E’ stato entusiasmante, mi sono iscritta al concorso con molto piacere. E’ stata una bella esperienza, ho potuto mostrare Napoli attraverso i miei occhi. Le mie fotografie ritraggono il mare, una ritrae una grata con dei lucchetti ed esprime la voglia di evadere e allo stesso tempo di essere legati a qualcosa”.

Abbiamo infine rivolto alcune domande a Pasquale Sanseverino, per saperne di più sul concorso “Sc-atti-di-partecip-azione”.

Cosa l’ha spinta ad accogliere quest’iniziativa?

«L’idea del concorso fotografico era molto bella, perché si apriva a tutti gli amanti della fotografia: non c’era nessun tipo di vincolo o limite, se non quello di rappresentare nelle foto la partecipazione dei cittadini alla vita quotidiana, sociale. Dava l’opportunità di mostrare qualcosa di positivo di Napoli, ormai siamo abituati a immagini perlopiù negative, difficili. Questa è stata la cosa che principalmente mi ha spinto ad aderire al progetto, l’idea di vedere una Napoli positiva».

E’ riuscito a vedere la Napoli positiva?

«Si è vista una partecipazione proiettata a mostrare il coinvolgimento delle persone. Sicuramente come prima edizione ha avuto una serie di problematiche, ma il risultato è stato comunque soddisfacente».

Lei ha presieduto la giuria: quali sono stati i criteri per la scelta dei vincitori?

«Ogni giurato ha applicato tre livelli di selezione: uno legato all’attinenza al tema, uno alla tecnica e uno al messaggio. Ognuno di questi criteri faceva riferimento a una percentuale che ha determinato la scelta».

Cosa l’ha colpita maggiormente delle foto?

«Una grande diversità. Il tema sembrava semplice, ma nella realtà non si è rivelato tale, perché riuscire a trovare in giro per Napoli e provincia persone che effettivamente partecipano alla vita sociale è un po’ complicato, questo si è visto negli scatti. Diversi partecipanti si sono dedicati a scattare delle fotografie per far vedere il lato positivo anche delle architetture, le cose belle di Napoli, quindi ho riscontrato davvero una grande varietà nella scelta delle immagini».

C’è stata varietà anche nell’età dei partecipanti?

«Assolutamente sì. Una ragazza di 17 anni ha partecipato addirittura con uno scatto fatto dal cellulare, un’altra partecipante avrà all’incirca una settantina d’anni. La forbice è immensa e questo è molto bello, perché mostra una grande passione per la fotografia insieme al desiderio di comunicare attraverso questo mezzo. C’è una grande differenza di contenuti a seconda della fetta d’età, ma anche a seconda del momento dello scatto e delle attività svolte dai partecipanti».

Che emozione le ha suscitato lo scatto dei vincitori?

«Per la categoria storytelling ha vinto un racconto di Pasquale Brancati, che ha colto in pieno il tema, quindi è riuscito davvero a centrare l’oggetto dell’iniziativa raccontando in più scatti la partecipazione collettiva ripresa in una singola strada, in una scala. Quindi in un luogo abbastanza concentrato ha fotografato la volontà di ripulire, di mettere a posto, la vera partecipazione, di qui il progetto di realizzare una sequenza fotografica. Per la categoria scatto singolo mi ha colpito invece la capacità di riuscire ad avere una prospettiva diversa e soprattutto di farlo in un luogo in cui siamo abituati a vedere immagini molto crude, forti. Quella era un’immagine molto divertente, goliardica, quasi surreale».

Noemi Orabona

Laureata in lettere moderne, classe '91. Cresciuta tra i vicoli dei quartieri spagnoli, ama viaggiare, leggere e seguire le sue serie tv preferite. In cerca di storie e personaggi da raccontare, sogna di pubblicare il suo primo romanzo.

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