Al Palazzo della Arti di Napoli in mostra Napoli e la sua gente

napoli – Mercoledì 13 aprile al PAN, Palazzo delle Arti di Napoli, è stata inaugurata la rassegna di fotografie realizzate nell’ambito del progetto “La gente di Napoli”, di Vincenzo De Simone. Presenti Giorgio Zinno, Sindaco di San Giorgio a Cremano, cittadina in provincia di Napoli; e Alessandra Clemente, Assessore alle Politiche Giovanili del Comune di Napoli. I due Comuni hanno concesso patrocinio morale al progetto.

Alle ore 17:00 in tanti sono accorsi al PAN in via dei Mille per il vernissage della mostra che espone numerose fotografie realizzate nell’ambito del progetto “La gente di Napoli”, pensato e realizzato da Vincenzo De Simone. L’esposizione, alla sua seconda edizione e gratuitamente fruibile dal 13 al 18 aprile presso il PAN, rende accessibili una sessantina di foto realizzate per la seconda edizione e 20 foto più significative della passata esposizione. Con l’entusiasmo portato dal successo della prima edizione, si è deciso per il secondo anno di tornare in strada e rendere la “gente di Napoli” parte attiva di un progetto, coinvolgendola con i propri volti e i propri pensieri su Napoli e sull’essere napoletani. Numerosi sono stati anche i personaggi celebri coinvolti, mettendo a disposizione il proprio volto e il proprio pensiero sulla città, non in tutti i casi terra natia. Tra questi: Alberto Angela, Alessandro Cecchi Paone, Toni Servillo, Biagio Izzo, Erri de Luca, Edoardo Bennato, Sal Da Vinci, Sergio Assisi, Marco D’amore, Vincenzo Salemme e tanti altri. L’inaugurazione di mercoledì pomeriggio, molto sentita e partecipata, ha visto anche il passaggio del Presidente di Arcigay Napoli Antonello Sannino.

Tanti di noi decidono di andarsene da Napoli. Non abbiamo scelto di nascere in queste terre, però scegliamo di rimanerci. E nel rimanerci abbiamo un grande dovere, che è poi anche una grande opportunità, di difendere le nostre città, di difendere la nostra terra, per non lasciarla a chi la distrugge, a chi la offende. Il nostro modo per continuare a essere a Napoli è anche immaginarci protagonisti della nostra città. E quindi questo progetto non è una cosa scontata: c’è dentro la fase di un nuovo protagonismo, cioè tanti napoletani che non si limitano a pestare queste strade, ma vogliono assolutamente capire se è possibile per loro un ruolo diverso. E le politiche giovanili sono la crescita delle nostre città e delle nostre comunità, perché vuol incontrare i ragazzi che vivono nella città e dirgli di partecipare alla crescita della città di Napoli, perché partecipando si capisce il ruolo che si ha nelle cose. Un ruolo individuale, personale, ma anche professionale. Negli anni troppi progetti per i giovani avevano solo il titolo, ma non c’era nessun cuore giovane in quei progetti. Allora da questa denuncia e questo limite è nato l’impegno: finalmente abbiamo capito che per fare cose di qualità basta dare spazio, basta dare fiducia, dare la possibilità alle eccellenze di questa città di non andarsene per il loro valore, ma dimostrare il loro valore qui”, queste le parole dell’Assessore alle Politiche Giovanili, estratte dal suo intervento. Ma abbiamo rivolto le nostre domande anche all’ideatore del progetto, nonché suo realizzatore, Vincenzo De Simone, giovane neolaureato in psicologia.

Sig. De Simone, successo per “La gente di Napoli”, ha avuto un riscontro?

«La prima è andata molto bene, a parte per l’affluenza di persone, soprattutto per le emozioni che ho vissuto io in prima persona durante la mostra. Ho visto persone che piangevano: per esempio una ragazza che veniva da Roma, nata a Napoli e trasferitasi per lavorare, ha visto la mostra e si è emozionata perché ha capito che le mancava proprio l’affetto di questa città. Poi per il riscontro sociale che ha avuto: adesso vado per strada molto più semplicemente a fare le foto perché mi riconoscono. Prima era un po’ più difficile, erano diffidenti»

Ai volti raffigurati si accompagnano i pensieri. Non bastavano le fotografie?

«Era necessario arricchirle con il pensiero, perché Napoli merita una spiegazione in più: è una delle città più contraddittorie al mondo. Si tratta di una raccolta di foto e pensieri su Napoli: positivi, negativi; belli, brutti; critiche su come si potrebbe migliorare la nostra città. Tutto nel tentativo di raccontare come stanno veramente le cose nella nostra città. Noi con le nostre facce e i nostri pensieri cerchiamo di far uscire la vera immagine di Napoli, che sia Napoli, che sia San Giorgio, Scampia, Pianura. Questo progetto è realizzato da napoletani; ha per protagonisti napoletani. Sono io che espongo le mie foto ma alla fine sono i napoletani i veri protagonisti di questo progetto»

La fotografia non è il suo mestiere, il suo progetto è autofinanziato?

«Io ho la passione per la fotografia da quando sono piccolo. All’inizio facevo fotografie, partecipavo a mostre o prendevo un’idea e la sviluppavo. Poi ho seguito il progetto originale “Humans of New York” e, dato che c’è in ogni città un progetto del genere, ho deciso di portarlo qua e quindi impegnarmi per la prima volta un po’ più seriamente riguardo la fotografia. Il progetto è autofinanziato: ovviamente significa dire che ci perdo molto tempo e purtroppo soldi. Però, per esempio, a sostegno di questa mostra ci sono tutta una serie di imprese commerciali che ci hanno aiutato economicamente, perché la stampa di queste foto è abbastanza costosa. Abbiamo avuto il patrocinio del Comune di Napoli, del Comune di San Giorgio a Cremano, dell’Assessorato all’Assistenza Sociale della Regione Campania, ma parliamo di patrocinio morale ovviamente. Significa dire: “Ok, lo puoi fare, ti appoggiamo”, ma senza alcun sostegno finanziario.».

Camilla Esposito

Camilla Esposito

Classe ’94. Laureata in scienze e tecniche psicologiche, si destreggia tra libri e atletica. Vegetariana, ambientalista, sostenitrice della libera e critica espressione e dei Diritti all’uguaglianza.
Camilla Esposito

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